Sinossi

Questa storia teatrata racconta un viaggio grottesco che dispiega una particolare panoplia dell’uomo: un cerchio, un ventriloquo, una danza delle ombre della coscienza, un cieco, canti tradizionali trasformati, una corda per impiccagioni, il movimento del tempo, l’apparizione della parola… Infine, la vecchia storia della caduta dell’uomo. Figli dello straccio – Retablo di una caduta, seguendo una prospettiva caleidoscopica e attraverso un montaggio dinamico di azioni ben precise, racconta i passaggi di quella epopea dell’uomo che ha perso l’innocenza.

La storia, come una sorta di allegoria, viene raccontata da personaggi che portano in sé qualcosa di prototipico e che configurano una pièce che può essere letta come una sequenza di quadri. Alcune immagini appaiono ieratiche, altre con una semplice mostruosità. Oltre a tutto ciò, e ai temi che vengono evocati,… potremmo dire che ci troviamo di fronte a uno spettacolo dalle risonanze medievali?

Le scene, nel corso della pièce, sollevano interrogativi quali: «Io chi sono? Questa panoplia in cui mi trovo, è reale? Tutte queste fatiche, valgono la pena? Cosa accade dopo la morte?». Pur non rispondendo, la pièce cerca di fornire differenti suggestioni poetiche a queste domande.