Selezione di testi

Le fonti testuali vorticano intorno all’ultima opera del poeta Albert Balasch, La caça de l’home.

Andar a cercar l’uomo come colui che va a tagliare alberi. Scrivere come chi sta per abbattere tutto un bosco intero. Poetica del taglio. Teste in volo. Rami in caduta libera. Piombo. Il piombo della sega. E un testo dalla fine, dopo tutto.

da La caça de l’home, di A. Balasch

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Ci sono ore, nella vita, in cui l’uomo crede di sentire davanti a sé, l’urlo di un fantasma. Ciò che sente è la voce della coscienza. Allora, si precipita fuori di casa, ma il fantasma giallo lo insegue mentre lancia dalla sua bocca torrenti di fuoco sulla schiena calcinata dell’antilope umana.

A volte il fantasma lascia che l’uomo fugga, e lancia un urlo spaventoso che penetra nel cuore dell’uomo.

E l’uomo si ritrova allora al cospetto di se stesso.

da Canti di Maldoror, di C. de Lautréamont

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Una generazione va, una generazione viene

ma la terra resta sempre la stessa.

Il sole sorge e il sole tramonta,

si affretta verso il luogo da dove risorgerà.

Il vento soffia a mezzogiorno,

poi gira a tramontana; gira e rigira

e sopra i suoi giri il vento ritorna.

Tutti i fiumi vanno al mare,

eppure il mare non è mai pieno:

raggiunta la loro mèta,

i fiumi riprendono la loro marcia.

Tutte le cose sono in travaglio

e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.

Non si sazia l’occhio di guardare

né mai l’orecchio è sazio di udire.

Ciò che è stato sarà

e ciò che si è fatto si rifarà;

non c’è niente di nuovo sotto il sole.

dal Libro di Qoelet 

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C’è luce da quache parte in te?

da La caça de l’home, di A. Balasch